Un tacito turbinio di fiori opachi, venendo da un gruppo di alberi sfiorenti, fluttuava nella luce del sole; e il fiato che lo reggeva era così tenue che non una foglia si muoveva. il verde del tappeto erboso invece di recarne le ombre pareva oscurarsi dall’interno come un occhio. Tutt’intorno piante e cespugli, dalla giovane estate rivestiti prodigamente di tenere fronde, sorgevano di fianco o formavano lo sfondo, dando l’impressione di spettatori sbalorditi che, sorpresi e ammaliati nei loro abiti estivi, prendessero parte al corteo funebre e alla festa della natura. Primavera e autunno, linguaggio e silenzio del creato, e anche incanto di vita e di morte erano intrecciati nel quadro; i cuori sembravano arrestarsi, essere strappati dal petto, per unirsi al silenzioso aereo corteggio: Agathe ricordò la frase di un mistico: “Allora il cuore mi fu tolto dal petto”.
Le vennero in mente altri detti...: “Sei tu stesso, o non lo sei? Non so dove io sia; né voglio sapere!” “Ho vinto tutte le mie facoltà, fino all’oscura forza! Amo, e non so chi! Ho il cuore pieno d’amore e vuoto d’amore a un tempo!”
Il tempo s’era fermato, un millennio era lieve come l’aprirsi e il chiudersi di un occhio, era giunto al Regno Millenario... . Si chiama anche il Regno dell’Amore, questo Agathe lo sapeva pure; ma solo per ultimo ella pensò che i due nomi sono tramandati fin dai tempi della Bibbia e indicano il regno di Dio sulla terra, il cui prossimo avvento è inteso in senso perfettamente reale... . “Bisogna starsene quieti quieti, - le diceva una voce. - Non lasciar posto a nessun desiderio, neanche a quello di far domande. Bisogna spogliarsi anche dell’accortezza con cui si bada ai propri affari. Privare il proprio spirito di tutti gli strumenti e impedirgli di servire di strumento. bisogna togliersi il sapere e il volere, liberarsi della realtà e del desiderio di volgersi a essa. Concentrarsi in sé, finché mente, cuore e membra siano tutto un silenzio. Se si attinge così la suprema abnegazione, allora infine il fuori e il dentro si toccano, come se fosse saltato via un cuneo che divideva il mondo...!” (Musil - USQ)

