“E Agathe chiese: - Ma l’amore non esiste proprio? - Certo che esiste! - disse Ulrich. - Ma è un’eccezione. Bisogna distinguere: c’è innanzitutto un eccitamento fisico che appartiene alla classe degli stimoli epidermici; questo si può provocare come puro piacere anche senza contorno morale, anzi senza sentimento. Poi ci sono, di solito, turbamenti dell’animo che però sono strettamente legati alla sensazione fisica, tuttavia con poche varianti restano uguali in tutti gli esseri umani; questi momenti principali dell’amore nella loro forzata monotonia dobbiamo calcolarli piuttosto fra le vicende fisico-meccaniche che fra quelle della psiche. Terzo c’è l’amore che è in fondo una commozione spirituale; non ha necessariamente da fare con le altre due forme. Si può amare Dio, si può amare il mondo...
D’altronde è chiaro che anche noi due psicologicamente appariamo sospetti. Tendenza incestuosa, dimostrabile fin dalla prima infanzia come l’asocialità e l’atteggiamento di protesta contro la vita.
Sono sempre gli organi interni della psiche. Puoi anche dire che c’è un “bisogno del sultano” di adorare e di essere adorato escludendo tutto il resto del mondo; nell’antico oriente ha prodotto l’harem, e oggi invece abbiamo la famiglia, l’amore e il cane. E io posso dire che la smania di possedere una persona così esclusivamente che altri non possa neanche avvicinarla è un segno della solitudine individuale nella comunità umana, che perfino i socialisti negano raramente. Se vuoi considerarla così, noi non siamo altro che pervertiti borghesi.” (Musil – USQ)

