venerdì, novembre 26, 2004

Ma che cosa era il sole? Quale giorno portava? Sopra i latrati del buio. Ella ne conosceva le dimensioni e l’intrinseco, la distanza dalla terra, dai rimanenti pianeti tutti: e il loro andare e rivolvere; molte cose aveva imparato e insegnato: e i matemi e le quadrature di Keplero che perseguono nella vacuità degli spazi senza senso l’ellisse del nostro disperato dolore.

Vagava, nella casa, come cercando il sentiero misterioso che l’avrebbe condotta ad incontrare qualcuno: o forse una solitudine soltanto, priva d’ogni pietà e d’ogni immagine. Dalla cucina senza più fuoco alle stanze, senza più voci: occupate da poche mosche. E intorno alla casa vedeva ancora la campagna, il sole.

Il cielo, così vasto sopra il tempo dissolto, si adombrava talora delle sue cupe nuvole; che vaporavano rotonde e bianche dai monti e cumulate e poi annerate ad un tratto parevano minacciare chi è sola nella casa, lontani i figli, terribilmente.

 

(Carlo Emilio Gadda – La cognizione del dolore)

 

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venerdì, novembre 26, 2004

Al cancello si aggrumano le vittime

Volti nudi e perfetti

Chiusi nell’ignoranza,

paradossali mani

avvinghiate ad un ferro,

e fuori il treno che passa

assolato leggero,

uno schianto di luce propria

sopra il mio margine offeso

(Alda Merini)

 

 

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lunedì, novembre 22, 2004

Le tenebre verdi nelle sere umide della bella stagione. (Baudelaire)

 

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lunedì, novembre 22, 2004

Perché, incominciai a pensare, la notte non è più un rilassamento per me, com’era una volta? Le mie notti mancano di profondità e di un’oscurità riposante. Vi dimoro come nella cavità di una caverna, solo o con le mie stravaganti sorelle. (Morand)

 

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mercoledì, novembre 17, 2004

Gli animali devono essere rispettati… Non perché sono buoni o utili a noi (non tutti lo sono), ma perché una norma scritta in noi, e riconosciuta da tutte le religioni e le legislazioni, ci intima di non creare dolore, né in noi né in alcuna creatura capace di percepirlo. Arcano è tutto / fuor che il nostro dolor. […] Come commisurare i dolori degli altri coi propri? Ma il solipsismo è una fantasia puerile: gli altri esistono, e fra questi anche gli animali nostri compagni di viaggio. Non credo che la vita di un corvo o di un grillo valga quanto una vita umana; è perfino dubbio se un insetto percepisca il dolore al modo nostro, ma lo percepiscono probabilmente gli uccelli e certamente i mammiferi. E’ difficile compito di ogni uomo diminuire per quanto può la tremenda mole di questa sostanza che inquina ogni vita, il dolore in tutte le sue forme… . (Primo Levi – Contro il dolore)

 

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mercoledì, novembre 17, 2004

In generale, l’uomo nocivo tende piuttosto a confondersi entro la maggioranza, per sottrarsi all’identificazione; ma non fa così quando è o si sente superiore alla legge. (Primo Levi)

 

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mercoledì, novembre 17, 2004

Sentimento di solitudine, fin dall’infanzia. Nonostante la famiglia, - e fra i compagni di scuola soprattutto, - sentimento di destino eternamente solitario. (Baudelaire – Il mio cuore messo a nudo)

 

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mercoledì, novembre 10, 2004

Oh, notte dove le stelle mentiscono luce, notte, unica cosa della dimensione dell’Universo, fammi diventare, corpo e anima, parte del tuo corpo, fa che io mi perda nel fatto di essere mera tenebra e diventi notte anch’io, senza sogni che siano stelle in me né sole aspettato che risplenda dal futuro. (Pessoa- Il libro dell’inquietudine)

 

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sabato, novembre 06, 2004

L’anima dell’uomo non è che in senso relativo legata a un luogo o alla propria materia. Essa può vedere nelle tenebre, e tanto i fatti remoti quanto quelli più vicini. Senonché non diamo vigore e corso a questa facoltà, anzi la opprimiamo con i ceppi del nostro corpo appesantito o con la confusione delle nostre idee e pensieri distratti. Ma quando ci concentriamo in noi stessi, ci distacchiamo da tutto ciò che ci circonda e aguzziamo il nostro intelletto, allora l’anima rientra nel suo destino e agisce con tutta la sua potenza; fatto, questo, naturale. (Platone)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

L’energia dirompente, aforistica della scrittura. (Derrida)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Poiché la parte migliore della nostra memoria è fuori di noi, in un improvviso piovasco, nell’odore di chiuso di una stanza, nel profumo di una prima fiammata, dovunque ritroviamo ciò che di noi stessi, la nostra intelligenza, non sapendo che farne, aveva trascurato, l’ultima riserva del passato, la migliore, quella che quando tutte le nostre lacrime sembrano prosciugate sa farci piangere ancora. Fuori di noi? In noi, per meglio dire, ma sottratta ai nostri sguardi, immersa in un oblio più o meno prolungato. (Marcel Proust – All’ombra delle fanciulle in fiore)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Quand par les soirs d’été le ciel harmonieux gronde comme une bête fauve et que chacun boude l’orage, c’est au côté de Méséglise que je dois rester seul en extase à respirer, à travers le bruit de la pluie qui tombe, l’odeur d’invisibles et persistants lilas. (Marcel Proust – Du côté de chez Swan)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Le prêtre oint se yeux qui avaient tant convoité toute les somptuosités terrestres, ses narines friandes de brises tièdes et de senteurs amoureuses, sa bouche qui s’était ouverte pour le mensonge, qui avait gémi d’orgueil et crié dans la luxure, ses mains qui se délectaient aux contacts suaves, ses pieds si rapides autrefois quand elle courait à l’assouvissement de ses désirs. (Flaubert – Madame Bovary)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

La mia vita è capriccio, impulso, passione, brama di solitudine, sprezzo delle cose del presente e febbrile desiderio del futuro. (Edgar Allan Poe)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

L’uomo esiste “come persona” per il fatto di essere rivestito di materia (la materia composita) che lo distingue. In questa condizione la sua vita è allo stadio elementare. Ciò che chiamiamo “morte” è la metamorfosi dolorosa… . Con la morte il bruco diventa farfalla – ancora materiale, ma costituito da una sostanza che i nostri organi non riconoscono – forse viene occasionalmente riconosciuta dal sonnambulo… . Così è possibile che un sonnambulo veda gli spettri. Spogliatosi del proprio manto elementare, l’essere occupa lo spazio – ciò che immaginiamo sia l’universo immateriale – raggiungendo ogni luogo e muovendo ogni cosa grazie alla pura volontà; e viene alla conoscenza di tutti i segreti tranne uno: … il moto o l’attività della materia non composita. (Edgar Allan Poe)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Tutte le cose sono “come se” fossero. Le cose reali sono effetti di qualcosa d’ignoto. Lo stesso per l’anima, l’ego ecc… inoltre non esistono cose reali che non siano “relativamente reali”. Impossibile rappresentarsi la realtà assoluta: la realtà è sempre qualcosa di osservato. (C. G. Jung)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

E io ero escluso da quel mondo, nel quale l’altezza degli alberi assicura ai nostri tormenti la gravità più dolce. (Georges Bataille)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Ces notes me lient comme un fil d’Ariane à mes semblables et le reste me paraît vain. (Georges Bataille)

 

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giovedì, novembre 04, 2004

Ciò che subisce colpi per quanto lievi ma incessanti / a lungo andare cede infine vacilla / non vedi come anche le gocce d’acqua che / cadono assidue a lungo andare di tempo traforano i sassi. (Lucrezio – De Rerum Natura)

 

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