"La poesia coltiva la disdegnata molteplicità, la vituperata eterogeneità. Il poeta innamorato delle cose vi si attacca,
si attaca ad ognuna di esse e le segue attraverso il labirinto del tempo, del mutamento, senza poter rinunciare a nulla:
né ad una creatura, né ad un istante della creatura stessa, né ad una particella dell'atmosfera che l'avvolge, né ad una
sfumatura dell'ombra che getta o del profumo che emana, né al fantasma che già in assenza suscita (...)
Nel momento in cui il filosofo si dirige verso l'essere che si cela dietro le apparenze e il poeta resta immerso nelle apparenze stesse.
Bisogna salvarsi dalle apparenze attraverso l'unità, dice il filosofo; il poeta, invece, aderisce alle apparenze seduttrici"
Maria Zambrano *Filosofia e poesia*

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Tali sono le parole gridate
in silenzio a gola spiegata
sui tetti
mentre passano
E' così che senza parlare
senza parlarci
come in sogno - ma svegli
Noi passiamo come dei re
in questi giardini
d'estate.
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da Jacqueline Risset, Amor di lontano
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e prenditelo il cuore incenerito
tienimi gli occhi
strappali allo sfascio del mondo
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