
Chambre claire, chambre obscure. Mystification : « Mio padre disse che non vedeva l’ora di leggere “La mystification”, quel piccolo libro di Diderot scoperto molto tardi »1. In ogni caso, per Barthes, è l’essenziale appartenenza alla categoria di coloro che non sottolineano i libri, ma ricopiano i passi chiave. « L’amore per l’arte visuale, la metafora del “corpo” d’opera, di un’opera come corpo: di solito non si scrive su un corpo amato »2.
Diderot, passione fino alla morte per Sophie Volland, testimoniata dalla figlia, morirono nello stesso anno (1784). Denis gli sopravvisse cinque mesi, amore trentennale, corrispondenza infinita. Legame d’amicizia tra Diderot e Grimm, “lesbismo” di Sophie. « Ma Sophie est homme et femme, quand il lui plait »3. Diffidare sempre di coloro che Diderot chiamava “les malintentionnés”. Conta soltanto il desiderio d’eternità al di là della morte; « L’arte rende l’amore interminabile4, è l’amore pensato in termini d’infinito5 »; « Si les molécules de votre amant dissous venaient à s’agiter, à se mouvoir et à rechercher les vôtres éparses dans la nature... l’éternité en vous et avec vous »6.
« Il faut regarder les statues comme des êtres qui aiment la solitude et qui la cherchent, des poètes, des philosophes, et des amants, et ces êtres ne sont pas communs »7.
« “Per poter parlare bisogna cercare l’appoggio di altri testi”8, solo per restare poi all’ombra di se stesso »9. Ma Susan Sontag ha scritto forse la frase più bella parlando degli occhi di Barthes: « Aveva occhi splendidi, che sono sempre occhi tristi. C’era un po’ di tristezza in tutti i suoi discorsi sul piacere; Frammenti di un discorso amoroso è un libro tristissimo »10.
Anche Derrida parla della tristezza di Barthes: « Mi piace pensare a Roland Barthes, oggi, attraversando la tristezza, oggi la mia e quella che ho sempre sentito in lui, quella tristezza sorridente e affaticata, disperata, solitaria, fondamentalmente incredula, raffinata, colta, epicurea, che scorre senza irrigidirsi, continua, fondante e disincantata sui fondamenti »11. E Derrida legge “La camera chiara” come un libro del lutto, il lutto di se stesso: « ... quelli che so che si amano, io penso: l’amore è come un tesoro che va a sparire; quando io non ci sarò più, nessuno potrà farne testimonianza: resterà solo l’indifferente Natura. E’ uno strazio così pungente, così intollerabile... »12.
Amiamo per niente, già in lutto di noi stessi. Ci siamo per così poco, un attimo tra la Natura distruttrice e l’indifferente Natura. Materia sola di sogni immateriali.
1 Bernhard Thomas, Perturbamento
2 9 10 Sontag Susan, Ricordando Barthes
3 6 7 Diderot, Lettres à Sophie Volland
4 Ovidio
5 Farouche
8 Barthes Roland
11 Derrida Jacques, Le morti di Roland Barthes
12 Barthes Roland, La camera chiara

