“ ... Un grido di gioia per non essere più l’unico, il contemporaneamente escluso e rinchiuso, poiché c’era una secondo minotauro, non soltanto un Io, ma anche un Tu. Il minotauro cominciò a danzare. Danzò la danza della fratellanza, la danza dell’amicizia, la danza della sicurezza, la danza dell’amore, la danza dell’intimità, la danza del calore. Danzò la sua felicità, danzò la sua dualità, danzò la sua liberazione, danzò il tramonto del Labirinto, lo sprofondare fragoroso di pareti e specchi nella terra, danzò l’amicizia fra minotauri, uomini e dei, il filo rosso di lana avvolto fra le corna, ..., e quando il Minotauro si gettò tra le braccia aperte dell’altro, confidando di aver trovato un amico, un essere come lui, ...,l’altro colpì..., e il minotauro morì prima di accasciarsi a terra. Teseo si tolse la maschera da toro dal volto, riavvolse il filo di lana e scomparve nel Labirinto che rispecchiava ormai, senza fine, solo lo scuro cadavere del minotauro.”1
“ L’âme de l’homme ne se laisse pas tromper : elle sait que l’asservissement de la nature et les multiples commodités de la vie lui on valu la perte d’une autre volupté plus totale, plus farouche, plus naturelle. Quelque chose, en nous, biologiquement caché peut-être dans les labyrinthes du cerveau et que charrie notre sang, se souvient mystiquement de cette liberté suprême liée à notre état primitif : tous les instinct vaincus depuis longtemps par la culture. ” 2
Il Labirinto è il dramma dell’identità, il rispecchiarsi dell’io in innumerevoli io, l’assenza di un tu, dell’altro.
È la tragedia della bestia-uomo, senza linguaggio, circondato da infinite immagini che gli rimandano infinite volte il suo volto spaventato, il suo corpo imprigionato, la sua carne animale.
Poi l’animale diventa uomo, abbandona la sua pelle d’animale, solo e prigioniero, per innalzarsi alla coscienza. L’uomo che egli è diventato uccide la bestia che era, perde la sua animalità.
Giace in fondo al Labirinto la nostra spoglia animale, ma è sempre una parte di noi che abbiamo ucciso e perduto.
Non siamo ancora pronti a tornare nel Labirinto. Senza uccidere.
1 Durrenmatt, Minotauro (una ballata)
2 Zweig, La guérison par l’esprit