Interessante questo testo di Gaston Bachelard, tratto dalla "Psychanalyse du feu". Perchè fa riflettere.
La prima domanda che vorrei fare ad Alfred concerne l'aggettivo "innaturel". Il fuoco innaturale del fuoco femminile (opposto nella stessa frase, al fuoco naturale maschile ed a un terzo fuoco detto contro natura). Come capire questo aggettivo : "innaturel" ? E poi, che cosa permette al filosofo di affermare che "il fuoco femminile " è "innaturel". Non vedo niente nelle metafore utilizzate da Bachelard che mi permetta di capire quel che vuole finalmente esprimere il filosofo.
Secondo punto sul quale si potrebbe riflettere: rileggendo il testo nella sua integralità, mi accorgo che una grande parte della citazione (sopra) proviene da un autore anonimo del XVII secolo. E che l'analisi di Bachelard si appoggia su documenti presi da alchimisti del XVII o XVIII secolo. Non meriterebbe di essere verificato, quel che si poteva dire e pensare in quell'epoca? Mi pare che le metafore utilizzate qui sono quasi esagerate. Non so se oggi, si potrebbe ancora scrivere cosi sul fuoco virile, opponendo uomini e donne in questo modo un po’ caricaturale, secondo me, per concludere con l'affermazione che "il fuoco maschile è naturalmente più potente". Mi pare che questo testo, anche se bello e poetico, dati un po’.
Un ultimo esempio: "il fumo, la moglie incostante del vento": mi fa sorridere. Non vedo in che cosa il vento sarebbe più costante del fumo!!! Non me lo ricordavo cosi maschilista quel grande filosofo !!!
Angèle
Naturale è il fuoco che proviene dall’interno, « un fuoco concentrato, ma languente, debole, come nei metalli ». È un fuoco potente, ma difficile da far emergere, è prodotto dal lavoro dell’artista, e del filosofo.
Credo sia, invece, piuttosto facile da comprendere il termine “innaturel”, che ad una prima lettura lascia perplessi. Innaturale perché si attacca alle forme, non all’essenza, che resta mistero. Le metafore del nascosto e del visibile sono riferite all’elemento sessuale, al fuoco “sessualizzato”, inconscio è ciò che è nascosto, ma sul punto di mostrarsi, mentre quel che appare tende a dissolversi. « L’intérieur se révèle et l’extérieur se cèle 1». Bachelard mette l’accento sul velo, sul biancore della donna che fugge, si sottrae mostrandosi, rivelando un’apparenza pura, incontaminata e inafferrabile allo sguardo. “Un principio di superficie e avvolgente”, seno, rifugio, dolcezza, tepore, umidità. La fumée, la femme inconstante du vent, citazione di Jules Renard, giunge al termine della riflessione di Bachelard sul fuoco femminile che appare sotto forma di un fumo bianco, siamo sempre nel campo dei simboli, e che sotto questa forma scompare per negligenza dell’artista che non riesce ad afferrarlo. Il fumo muta, assume varie forme seguendo il vento, ma non si lascia imbrigliare, è la « forma sublimata, corporea e splendente » dell’intimo fuoco femminile, ma è « incomprensibile ». « Un instant elle enveloppe de sa caresse l’homme endormi. Un souffle trop brusque et elle s’évapore... ». Il femminile viene sempre mancato dall’uomo.
I riferimenti ai testi degli alchimisti mi sfuggono, ma ci sono anche riferimenti a testi filosofici e letterari più comprensibili, soprattutto Novalis. Bachelard parla di una « scienza alchemica fatta da uomini, che non riceve direttamente la “rêverie” femminile. Una dottrina del fuoco polarizzata quindi da desideri insoddisfatti ». Non vedo nel testo di Bachelard l’opposizione netta tra uomini e donne, maschile e femminile, che una donna, Angèle, percepisce, invece, nitidamente. In questo senso “l’interpretazione dei sogni” di Freud è molto più dicotomica con i suoi simboli, questi sì, dichiaratamente sessuali, o fallici o degli organi genitali femminili. La “donna del filosofo”, come scrive Irigaray, è di altra materia, materia celeste2, perché il “suo” sesso sembra rimanere fuori. La donna del filosofo che « esibisce tutto il fascino della femminilità 3 » è il suo narcisismo, specchio opaco che lo riflette, sempre trasceso « senza dirlo, senza saperlo. Un segreto da non rivelare mai 4 ». Per Bachelard la “rêverie sessuale” è « un tentativo di iscrivere l’amore umano nel cuore delle cose »; inversamente, per Freud, le cose sono esclusivamente simboli sessuali.
Lasciare la parola alla poesia ci trae fuori dalle divisioni, dalle differenze solo percepite, ma inutilizzabili nella dialettica del desiderio e del piacere. « Après le désir il faut que la flamme aboutisse, il faut que le feu s’achève et que les destins s’accomplissent. Pour cela l’alchimiste et le poète coupent et apaisent le jeu brûlant de la lumière. Ils séparent le ciel de la terre, la cendre du sublimé, l’extérieur de l’intérieur. Et quand l’heure du bonheur est passée, Tourmaline, la douce Tourmaline “ recueille avec soin les cendres amassées”. Ainsi le feu sexualisé est par excellence le trait d’union de tout les symboles. Il unit la matière et l’esprit, le vice et la vertu. [...]. La raison d’une dualité si profonde, c’est que le feu est en nous et hors de nous, invisible et éclatant, esprit et fumée ».
Il fuoco è « nel divenire delle profondità ».« Ce que le feu a caressé, aimé, adoré, a gagné des souvenirs et perdu l’innocence ». Il fuoco è il principio del cambiamento; toccati dal fuoco non siamo più gli stessi, siamo perduti.
cit. G.Bachelard, La psychanalyse du feu, 1938. Le feu sexualisé, pp. 81-103. Édition Folio Gallimard
1 Novalis
2 Char
3 4 Irigaray