
« Il y a enfin, au cimetière de Monterchi, la Madonna del Parto. Sur le fond de parfaite symétrie des anges et des rideaux, dans un espace sans profondeur, dans ce lieu plan où l’intemporel n’a cessé de hanter les peintres, elle désigne avec une étonnante ironie, presque imperceptible et pourtant, si j’ose dire cosmique, un peu – cette fois – chinoise, la croissance de cette vie certes sacrée dans son ventre. Nulle impudeur dans cette suggestion si exactement transcrite en termes de pur espace, mais rien non plus d’idéalisé. Je reconnais et salue ici cette attention sans détour aux contradictions de ce qui est, vie ou nombre, accident ou loi, ténèbres ou lointains de rassurante lumière, qui est la vocation de la plus haute conscience et le principe du plus grand art ».
Yves Bonnefoy, L’humour, les ombres portées in L’improbable e autre essais, Folio Gallimard
« La Madonna del Parto, con quella bella fronte spaziosa, gli occhi curiosamente aperti, la bocca piccola e serrata, ha molte somiglianze con la Vergine del Polittico della Misericordia, le dame della Regina di Saba o la Vergine dell’Annunciazione. Piero rimane fedele a questo volto lievemente imbronciato [...].
Quale può mai essere la psicologia di questi esseri distanti da ogni forma di vita interiore ? Una psicologia da sonnambuli, una psicologia atona, misteriosa, diffusa, troppo sottile per essere espressa in parole [...]. L’impassibilità, l’eterna immobilità di questi solidi umani, di queste maschere appena sfiorate da un ombra di passione che si posa sui volti, irrigidendone i muscoli. [...]. Al di sopra del caos, al di sopra della mediocrità, questi individui vivono in una pace sovrannaturale. [...]. “ Vi sono uomini e donne che hanno visto cose sorprendenti ”. »
« Lo spazio dipinto varia a seconda che la luce sia fuori della pittura o dentro la pittura stessa: con altre parole, a seconda che l’opera d’arte sia concepita come un soggetto nell’universo, rischiarato come gli altri oggetti dalla luce del giorno, o come un universo avente la sua propria luce, la sua luce interna, costruita secondo certe regole. Senza dubbio, anche questa differenza di concezione è legata alla differenza delle tecniche, ma non ne dipende in modo assoluto. La pittura ad olio può sfuggire all’emulazione dello spazio e della luce; la miniatura, l’affresco, le vetrate stesse possono costruirsi una finzione di luce in un’illusione di spazio. Teniamo conto di questa libertà relativa dello spazio verso le materie ov’esso si incorpora; ma teniamo anche conto della purezza con la quale esso assume questa o quella figura secondo questa o quella materia. »
« Contantin dort sous sa tente rouge et or, une tente semblable à celle que découvrent deux anges offrant à la vue la Vierge enceinte et fendue (Madonna del Parto). »
« La partenogenesi nella visione soprannaturale di Piero, nella Madonna del Parto di Monterchi. Significativo: è in un cimitero, tra resti di disincarnati, ha una relazione con quelle ossa morte. »
L’antico nome della chiesa S. Maria in Silva muove a riflettere sul perché Piero della Francesca ha scelto quel luogo per la sua Madonna del Parto. Un luogo boscoso, nascosto, un luogo d’ombre. Nella simbologia dell’affresco ricorrono gli stessi motivi legati all’occultamento e allo svelamento improvviso di una verità. La tenda aperta e sostenuta da due angeli rimanda al simbolismo biblico, al Libro dei re, al luogo d’ombra scelto dal Signore, all’Arca dell’Alleanza dove non c’è nulla se non le Tavole della Legge, la Torah . Chi conosce la Leggenda della Vera Croce sa quanto fosse importante per Piero della Francesca l’elemento mitico, fantasioso, legato al Cristianesimo. In Piero non c’è la realtà della Croce, il dramma di Cristo, piuttosto c’è un simbolo di salvezza. Il diritto di culto appartiene alla sfera privata dell’individuo. La coscienza religiosa è la coscienza individuale privata. E’ “il cuore che fugge il mondo 1 ”. “Il Cristianesimo è la base trascendente dell’umanità. 2 ”. “La religione si sposta dalla sfera dello Stato a quella della società civile, questo non costituisce una tappa, ma il completamento dell’emancipazione politica che non sopprime dunque la religiosità reale dell’uomo e che, del resto, non cerca affatto di sopprimerla. 3 ”
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