giovedì, agosto 30, 2007

on essaie la mer, on essaie la ville, on se cherche dans la montagne et dans la plaine, que voulez vous, on se veut, on se veut dans son coin, ce n’est pas l’amour, ce n’est pas la curiosité, on est inquiet, c’est la fatigue, on veut s’arrêter, ne plus voyager, ne plus chercher, ne plus mentir, ne plus parler, fermer les yeux, mais les siens, se mettre la main dessus quoi, après ça ne traînera pas. Je remarque une chose, les autres ont complètement disparus. C’est louche. D’ailleurs je ne remarque rien, je continue comme je peux, si ça prend un sens je ni peux rien, je suis passé par ici, ceci est passé devant moi, des milliers de fois, c’est son tour, il s’en ira et ce sera autre chose, un autre instant de mon vieil instant, le voilà, ce vieux sens que je vais me donner, que je ne vais pas pouvoir me donner, il y a un dieu pour les damnés, comme au premier jour, c’est aujourd’hui le premier jour… 

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categoria:letteratura
venerdì, agosto 24, 2007







“La donna verso la quale un uomo è portato come verso il destino umano incarnato per lui non appartiene più allo spazio di cui il denaro dispone. La sua dolcezza sfugge al mondo reale dove essa passa senza lasciarsi catturare più di un sogno. La sofferenza devasterebbe lo spirito di colui che si lasciasse possedere dal bisogno di sottometterla. La sua realtà è dubbiosa come una luce che vacilla, ma che la notte rende violenta. [...]

G. Bataille * Il labirinto*



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categoria:testi
lunedì, agosto 13, 2007

Il faut continuer a ressentir jusqu’à l’épuisement cette atroce douleur qui fait comprendre le sens symbolique du mot coeur. Relation du temps et du coeur, cela continue  à battre. Ce temps ne passe pas. Un laps de vingt-quatre heures est souvent une chose sauvage.

(Aragon , Traité du style)

 

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categoria:letteratura
domenica, agosto 12, 2007

L’irrealtà del mondo e il suo corollario, l’onnipotenza del pensiero, sono state pensate con tutto il dovuto rigore soltanto dalle società senza reale (piuttosto che senza storia o senza scrittura). Tutte le mitologie, tutte le religioni nascenti sono vissute di una violenta negazione del reale, di una violenta sfida all’esistenza. E tutto ciò che nega e sfida il reale è certamente più vicino al mondo mediante il pensiero.

Si è fatto dell’ironia una forma mefistofelica, ma essa è soltanto ciò che filtra tutte le cose e le preserva dalla confusione. Essa filtra le parole, gli spiriti e i corpi, filtra i concetti e i piaceri, e li preserva dalla promiscuità e dalla coagulazione amorosa. Passa da una forma all’altra, nell’anamorfosi, passa da una specie all’altra, nella metamorfosi – così la copulazione tra dèi e uomini, nel mito greco, è ironica. La differenza tra dèi e uomini, tra uomini e animali, è un filtro di seduzione. Quando lo stesso si accoppia allo stesso, tutto diventa osceno. La necessità dell’ironia, come quella del piacere, fa parte della necessità del Male.

(Baudrillard, Le strategie fatali)

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categoria:filosofia
lunedì, agosto 06, 2007

Après le repas dans un petit restaurant donnant sur l’île du Tibre, vous êtes allés jusqu’au temple rond de Vesta, vous avez traversé l’arc de Janus, longé le Palatin, le parc de Caelius, serrés l’un contre l’autre, vous embrassant souvent, ne disant mot jusqu’aux ruines de la maison dorée de Néron... [...]
L’après-midi vous avez visité le Forum et le Palatin ; le soir, au moment où l’on fermait les grilles, vous êtes montés au temple de Venus et Rome.
« Là-bas, dans le coin », lui expliquiez-vous, « de l’autre côté du Colisée, ce sont les ruines de la maison dorée de Néron, à droite en bas l’arc de triomphe de Constantin, plus loin, ce qu’on aperçoit à travers les arbres, le soubassement du temple de Claude, car les empereurs étaient considérés comment des dieux. » [...]
Soudain, sur le banc, dans cette capiteuse soirée, elle vous a demandé :
« Pourquoi de Vénus et Rome ? Quel est le rapport entre ces deux choses ? »

(Michel Butor, La modification, Minuit 1957)

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categoria:letteratura
mercoledì, agosto 01, 2007

“Cage, in fondo, non ha detto nulla di tanto sconvolgente quanto la seguente ovvietà: che la musica è il mondo del suono, perciò qualcosa che non comincia e non finisce nella sala da concerto ma ci accompagna in ogni attimo della vita. In una camera acusticamente isolata non ascoltiamo il silenzio (che è, se mai, una categoria metafisica) ma il quasi impercettibile suono della circolazione del nostro sangue. Cage ha invitato i suoi ascoltatori a rivolgere il loro orecchio a questa realtà. Ma, per farlo, non bisogna tanto esercitare l’orecchio quanto la mente a costruire al suo interno un po’ di Vuoto dove accogliere i suoni.”

 

(R. Calasso, John Cage o il piacere del Vuoto in La follia che viene dalle Ninfe, Adelphi 2005)

 
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categoria:letture