L’uomo ha una struttura polare per cui la parte superiore corrisponde esattamente alla parte inferiore. Il polo superiore e inferiore sono omotipici e il sistema urogenitale del polo inferiore corrisponde, dal punto di vista degli organi e delle funzioni, esattamente al sistema respiratorio e vocale del polo superiore. Inoltre il sistema e l’attività del sesso trovano la loro esatta corrispondenza polare nel sistema e nell’attività della voce. Le secrezioni del sesso e quelle della parola sono omotipiche, le ultime maturano come le prime ed escono all’esterno per la fecondazione. Vi è un certo paradosso insito in questa omotipia, e lo si smarrisce se non si tiene in conto che il seme apparentemente è solo una goccia di liquido: in verità è un esser altissimamente misterioso, un essere intelligente, come dicevano gli antichi, poiché è il portatore della forma, di qualcosa di più sapiente di quanto il più sapiente potrebbe escogitare, della ragione oggettiva e di quella soggettiva, del pensiero; e inoltre è carico di energie occulte il cui scambio rappresenta il centro dello scambio tra i sessi. Il seme ha cioè il suo morfema, il suo semema e il suo fonema: e questa è la parola, che produce il legame soprattutto da parte dell’ousía umana. Tutto ciò che si dice contro la parola pronunciata, contro la sua presunta nullità, ugualmente vale per il seme, salvo che qui l’accento non va tanto sulla insignificanza materiale della goccia di seme, ma sulla sua mancanza di struttura e di significato, mentre le obiezioni alla parola muovono contro la sua materialità.

