lunedì, maggio 12, 2008

Francesco Nappo (Napoli 1949)

 

 

Al tempio di Serapide

 

 

Il vento mi ha mutato

come ombra di rose

la mano che le tocca

lungo il sentiero.

Ed essere vorrei

fuoco bracile,

per selve, senza fiamma

se non stata.

Oh autunno elisio,

dammi soltanto

la tua breve pace!

 

 

***

 

 

Avorio e tenebra,

compagna. Adorna sei

d’un cielo che stemma

nelle vene l’ora

arcangelica. Notte

e aranceto, balaustra

salsa. Lontana, algente,

immota aurora,

ultima fiamma,

temprata corona.

 

(Francesco Nappo, Genere, Quodlibet 1996)

 

 

***

 

pour farouche

 

“Immota aurora”

nel vento mi allontano

giaciglio di neve

mi tiene il cuore

accanto a un’ombra

di respiro.

 

 

(alfredo r.)

 

postato da: alfred58 alle ore 18:47 | Permalink | commenti (8)
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sabato, maggio 10, 2008

Come può il segno
di un corpo sopravvivere
entro il corpo di un altro
senza lederne il corso
e della mente, anzi proteggerlo
dai frammenti di morte in vita?
Mai più forte
la promessa amorosa
ti sillaba il vivere.

 

Michele Ranchetti, Poesie ultime e prime, Quodlibet 2008

 

postato da: alfred58 alle ore 22:30 | Permalink | commenti (8)
categoria:poesia
mercoledì, maggio 07, 2008

Avec son ami Dolfi Trost, il essaie de fuir définitivement la Roumanie, mais leur tentative échoue. Commence une attente interminable et, à bien des égards, odieuse. Seule une demande de visa pour Israël peut désormais permettre de franchir les frontières, le régime communiste ayant imaginé de monnayer ses citoyens juifs. Après cinq années de refus, d’atermoiements, et grâce à l’aide d’amis parisiens ; Luca obtient le sauf-conduit qui l’oriente vers cette destination qu’il n’as pas souhaitée. Il va y rester de long mois, échappant par tous les moyens au service militaire obligatoire, vivant reclus dans une grotte qu’il éclaire à l’aide d’un miroir qui reflète les rayons du soleil.

Se définissant lui-même comme l ’  « étran-juif, juif étranger à la judéité définie comme une appartenance religieuse, ethnique, ou nationale, n’ayant jamais partagé l’idéal sioniste, le voici contraint de demander asile à Israel, avant de pouvoir rejoindre Paris en 1952 »

Préface d’André Velter à Ghérasim Luca, Héros-Limite, Poésie Gallimard n.364

 

Col suo amico Dolfi Trost, cerca di fuggire definitivamente dalla Romania, ma il loro tentativo fallisce. Comincia un'interminabile attesa e, sotto molti aspetti, odiosa. Solo una domanda di visto per  Israele può permettere oramai di varcare le frontiere, essendo l’idea del regime comunista di monetizzare i suoi cittadini ebraici. Dopo cinque anni di rifiuti, di indugi,  e grazie all'aiuto di amici parigini; Luca ottiene il salvacondotto che l'orienta verso questa destinazione che non auspicava. Vi resterà lunghi mesi, sfuggendo con tutti i mezzi al servizio militare obbligatorio, vivendo recluso in una grotta che illumina con l'aiuto di uno specchio che riflette i raggi del sole. 

Definendosi come lo strani-ebreo, ebreo straniero al giudaismo definito come un'appartenenza religiosa, etnica o nazionale, non avendo mai condiviso l'ideale sionista, eccolo costretto a chiedere asilo ad Israele, prima di poter raggiungere Parigi nel 1952". 

Dalla Prefazione di André Velter a Ghérasim Luca, Eroe-Limite, Poesia Gallimard n.364

 

 

 

A GORGE DÉNOUÉE

 
…………………………………

Accouplé à la peur

Comme le sacré au massacre

Le cou engendre le couteau

…………………………………

(Ghérasim Luca)

 

 

A GOLA SCIOLTA 

  
Legato alla paura 

Come il sacro al massacro 

Il collo genera il coltello

 

postato da: alfred58 alle ore 01:18 | Permalink | commenti (18)
categoria:letteratura
sabato, maggio 03, 2008


























Al principe Tristano



Sulla tua anima azzurra
fanno le stelle tutta una notte

Ed io devo esser lieve,
o mio tempio,
le mie preghiere ti spaventano.

Le mie perle si destano
alla mia danza sacra.

E non è un giorno, né stella
né conosco più il mondo.
Ma te soltanto - e tutto
è cielo.



Else Lasker-Schüler





postato da: farouche alle ore 20:23 | Permalink | commenti (15)
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