mercoledì, maggio 07, 2008

Avec son ami Dolfi Trost, il essaie de fuir définitivement la Roumanie, mais leur tentative échoue. Commence une attente interminable et, à bien des égards, odieuse. Seule une demande de visa pour Israël peut désormais permettre de franchir les frontières, le régime communiste ayant imaginé de monnayer ses citoyens juifs. Après cinq années de refus, d’atermoiements, et grâce à l’aide d’amis parisiens ; Luca obtient le sauf-conduit qui l’oriente vers cette destination qu’il n’as pas souhaitée. Il va y rester de long mois, échappant par tous les moyens au service militaire obligatoire, vivant reclus dans une grotte qu’il éclaire à l’aide d’un miroir qui reflète les rayons du soleil.

Se définissant lui-même comme l ’  « étran-juif, juif étranger à la judéité définie comme une appartenance religieuse, ethnique, ou nationale, n’ayant jamais partagé l’idéal sioniste, le voici contraint de demander asile à Israel, avant de pouvoir rejoindre Paris en 1952 »

Préface d’André Velter à Ghérasim Luca, Héros-Limite, Poésie Gallimard n.364

 

Col suo amico Dolfi Trost, cerca di fuggire definitivamente dalla Romania, ma il loro tentativo fallisce. Comincia un'interminabile attesa e, sotto molti aspetti, odiosa. Solo una domanda di visto per  Israele può permettere oramai di varcare le frontiere, essendo l’idea del regime comunista di monetizzare i suoi cittadini ebraici. Dopo cinque anni di rifiuti, di indugi,  e grazie all'aiuto di amici parigini; Luca ottiene il salvacondotto che l'orienta verso questa destinazione che non auspicava. Vi resterà lunghi mesi, sfuggendo con tutti i mezzi al servizio militare obbligatorio, vivendo recluso in una grotta che illumina con l'aiuto di uno specchio che riflette i raggi del sole. 

Definendosi come lo strani-ebreo, ebreo straniero al giudaismo definito come un'appartenenza religiosa, etnica o nazionale, non avendo mai condiviso l'ideale sionista, eccolo costretto a chiedere asilo ad Israele, prima di poter raggiungere Parigi nel 1952". 

Dalla Prefazione di André Velter a Ghérasim Luca, Eroe-Limite, Poesia Gallimard n.364

 

 

 

A GORGE DÉNOUÉE

 
…………………………………

Accouplé à la peur

Comme le sacré au massacre

Le cou engendre le couteau

…………………………………

(Ghérasim Luca)

 

 

A GOLA SCIOLTA 

  
Legato alla paura 

Come il sacro al massacro 

Il collo genera il coltello

 

postato da: alfred58 alle ore 01:18 | Permalink | commenti (18)
Commenti
#1   07 Maggio 2008 - 01:42
 
poesia notturna che abbaglia come solo nel buio si può essere accecati

...inviolato l'occhio pensa l'oricalco solo il sogno ne concede la visione...

utente anonimo

#2   07 Maggio 2008 - 13:48
 
oricàlco s. m.( pl. -chi) Varietà di bronzo simile all'oro, composta principalmente di rame e di piccole quantità di stagno, piombo e zinco; SIN. Crisocalco.

***

E sogno il fuoco oricalco… (r.r.f.)


***

La morphologie de la métamorphose

La logique de l’amorphe
fouette et foule l’analogie folle
elle la fouette dans sa fausse loge
qui est en or comme
en or comme l’horloge qui orne
le logis d’un mort


La morfologia della metamorfosi

La logica dell'amorfo
frusta e calpesta l'analogia pazza
la frusta nel suo falso palco
che è d’oro come
d’oro come l'orologio che orna
l'abitazione di un morto

(Ghérasim Luca)


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#3   08 Maggio 2008 - 15:53
 
da leggersi in un soffio sia la prima , sia questa nel commento di alfred, che è forse meno immediata, ma altrettanto carica di forza, devo rileggerla ancora...
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#4   08 Maggio 2008 - 18:41
 
forse sarà più conprensibile se la traduco per intero
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#5   08 Maggio 2008 - 18:53
 
Ottime davvero le tue traduzioni.
Luca Gherasim ha un tocco vorace.
Non ti lascia scampo.
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#6   08 Maggio 2008 - 21:03
 

La parola divorata e risputata.
Devo tradurlo di più...
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#7   08 Maggio 2008 - 22:04
 
devi sviscerarlo alfred.perchè lui era carne.non parola.

*O
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#8   09 Maggio 2008 - 13:29
 
Sì orsa...

altro da leggere:

http://sottopelle.wordpress.com/2008/04/29/7/

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#9   09 Maggio 2008 - 16:03
 
# 6

sìì Alfred, faresti felici tutti!!

sono andata al link .. (sono curiosissima di letture!!) e che magnifica traduzione!!!

grazie
chicca
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#10   09 Maggio 2008 - 16:11
 
per voi...un frammento di Nizar Qabbani..

.....
Sei incisa nel palmo della mia mano
come, sul muro della moschea,
i caratteri cufici.
Sei incisa nel legno della mia sedia. amore mio,
nel bracciolo, nel sedile,
e tutte le volte che cerchi,
anche per un attimo solo,
di allontanarti
ti vedo nel cavo della mia mano
........
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#11   10 Maggio 2008 - 10:23
 

Grazie dell'amoroso pensiero chicca, spero che a fine mese ci si possa incontrare"dalle nostre parti" :-)
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#12   10 Maggio 2008 - 10:24
 
per Alfred

"Ecco che cos'è la scrittura: diventare poliglotti nella propria lingua madre"

Rosi Braidotti
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#13   10 Maggio 2008 - 11:56
 
La lingua madre è lingua della memoria, della nostra essenza..nella voce di Ghérasim Luca la lingua nei corpi di tutte le lingue, il grido possente dell'esilio,della solitudine del silenzio...come Celan.
Un saluto a tutti, a Alfredo: se puoi donarci qualche altra traduzione dell'autore..grazie, Stefania R.
utente anonimo

#14   10 Maggio 2008 - 21:35
 
Io-Tu. Non c’è gioco linguistico su verbi o sostantivi. Sono gli oggetti a prendere corpo da me a te e da te a me. Anche se apparentemente c’è (nella lingua francese) un soggetto. Ma in realtà sono due. Io-tu, uomo-donna, “noi singolare”: “nous nous pulvérisable”.


LA FIN DU MONDE


prendre corps
....

je te tremblante
tu me séduis tu m’absorbes
je te dispute
je te risque je te grimpe
tu me frôles
je te nage
mais toi tu me tourbillonnes
tu m’effleures tu me cernes
tu me chair cuir peau et morsure
tu me slip noir
tu me ballerines rouges
et quand tu ne haut-talon pas mes sens
tu les crocodiles
tu les phoques tu les fascines
tu me couvres
je te découvre je t’invente
parfois tu te livres
....

***

prendere corpo
....

io tu tremante
mi seduci mi assorbi
ti contendo
ti rischio ti scalo
mi sfiori
ti navigo
ma tu mi agiti
mi sfiori mi racchiudi
tu io carne cuoio pelle e morso
tu io slip nero
tu io ballerine rosse
e quando tu niente tacchi alti sui miei sensi
tu i coccodrilli
tu le foche tu le affascini
mi copri
ti scopro t’invento
talvolta ti abbandoni

...


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#15   10 Maggio 2008 - 21:53
 
..incalzante, vorticoso, io-tu-noi,universale soggetto, senza tempo nel ritmo sincopato-stupefatto dei versi, un'anima senza confini, perdutamente appassionata...grazie per la traduzione Alfred
Stefania R.
utente anonimo

#16   10 Maggio 2008 - 22:32
 
proverò a tradurla per intero...
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#17   11 Maggio 2008 - 09:20
 
grazie dei commenti su Nazione Indiana.

Fa molto piacere trovare qualcuno che lavori su Gherasim Luca, assai sconosciuto e tutto da scoprire e tradurre.

Ti segnalo altri rari file audio davvero molto illuminanti per chi si accingesse a tradurlo, proprio per la questione della parola "divorata e risputata", esule da se stessa, che tu dici.

op

,'



utente anonimo

#18   11 Maggio 2008 - 12:19
 
grazie per le segnalazioni dei file audio...
e speriamo che prima o poi Luca sia tradotto ... estesamente
a.
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Commenti

categoria:letteratura