Francesco Nappo (Napoli 1949)
Al tempio di Serapide
Il vento mi ha mutato
come ombra di rose
la mano che le tocca
lungo il sentiero.
Ed essere vorrei
fuoco bracile,
per selve, senza fiamma
se non stata.
Oh autunno elisio,
dammi soltanto
la tua breve pace!
***
Avorio e tenebra,
compagna. Adorna sei
d’un cielo che stemma
nelle vene l’ora
arcangelica. Notte
e aranceto, balaustra
salsa. Lontana, algente,
immota aurora,
ultima fiamma,
temprata corona.
(Francesco Nappo, Genere, Quodlibet 1996)
***
pour farouche
“Immota aurora”
nel vento mi allontano
giaciglio di neve
mi tiene il cuore
accanto a un’ombra
di respiro.
(alfredo r.)


